del 12-13 Giugno
Rossana Rossanda ha di recente scritto un articolo per “il Manifesto” all’inizio dell’anno nel quale fa notare come sia difficile di questi tempi essere italiana/o trovandosi all’estero. Ed ancora più se si trova in Europa ma con una storia politica come la sua.
Visto che il momento è davvero particolarmente difficile, credo che sia riduttiva questa considerazione e bisogna allargare l’angolo di visuale per considerare più e meglio la condizione politica italiana attuale quale proveniente dagli ultimi 16 anni e non solo come conseguenze emotive individuali ma come percorso storico che ci sta portando, oggi, proprio oggi, verso un traguardo assolutamente negativo che ben più gravi conseguenze avrà che non una personale difficoltà a sentirsi italiano all’estero.
E’ infatti molto più difficile essere italiani e trovarsi in Italia oggi. Ci dispiace per il disagio della Rossanda ma chi fa politica, chi ha dedicato nobilmente gran parte della propria vita nel praticare una buona politica per incidere in meglio nella storia del proprio Paese è giusto adesso che deve accorgersi di cosa sta per avvenire o può avvenire.
Il nostro Paese e tutti noi italiani ci stiamo avviando quasi inconsapevolmente verso le rapide di un fiume sul quale navighiamo e fra un po’ arriveremo ad un grande balzo che determinerà un forte peggioramento delle condizioni strutturali della società italiana.
Tutto ciò avviene nel silenzio più o meno colpevole dei mezzi di comunicazione di massa, e nell’inanità ed inefficacia della classe politica di opposizione parlamentare che ufficialmente dovrebbe avere maggiore interesse a bloccare o cercare di contrastare questi percorsi.
Tutto ciò avviene nel silenzio più o meno colpevole dei mezzi di comunicazione di massa, e nell’inanità ed inefficacia della classe politica di opposizione parlamentare che ufficialmente dovrebbe avere maggiore interesse a bloccare o cercare di contrastare questi percorsi.
Ha forse ragione in questo la Rossanda che, nel descrivere il panorama politico attuale dà una precisa ed esatta idea di una politica debole, senza forti programmi e senza forza delle idee o dei consensi. La debolezza della politica coinvolge tutta la vita pubblica per la verità, ed è iniziata subito dopo la fine del mondo diviso in due blocchi: adesso è il Mercato Globale che indirizza le decisioni delle economie mondiali e le sue decisioni passano sopra gli Stati, che hanno leggi locali e relative, e passa anche sopra le democrazie e le deboli politiche attuali.
Questo è il quadro, ed alla luce di questo se dunque guardiamo agli ultimi anni ed al percorso che, con qualsiasi governo, hanno avuto le gestioni e le proposte di gestione dei Servizi Pubblici, vediamo chiaramente che stiamo andando alla resa dei conti definitiva.
Abbiamo davanti a noi i Referendum, ed, a parte quello sul nucleare che fù già affrontato e che riguarda pur sempre il business, sono 2 i Quesiti sulla ripubblicizzazione dei Servizi Idrici Integrati che contano e che ineluttabilmente determineranno le politiche future di questo e degli altri governi.
Coloro che detengono il potere e che posseggono i mezzi di comunicazione come vediamo cercano in ogni modo di far passare tutto sotto silenzio per coinvolgere il meno possibile i cittadini elettori, ed è allora chiaro che il loro obiettivo (che è l’obiettivo imposto dalle logiche del Mercato Globale) resta quello di non far raggiungere il ‘quorum’ del 50% + 1 dei votanti.
Questo allora è il punto chiave che non deve essere sottaciuto: se non si raggiungerà il ‘quorum’ ogni possibilità di avere una gestione pubblica dell’Acqua Bene Comune sarà persa per sempre, perché nessun altro governo, di qualsiasi orientamento sia, mai più affronterà questo tema pensando che è politicamente perdente (o comunque non sufficientemente sensibile).
A questo seguiranno poi tutti gli altri Servizi Pubblici, non c’è alcun dubbio. L’Acqua è Bene Comune indisponibile per eccellenza e si è visto nella reazione della gente lo scorso anno durante la raccolta delle firme, ecco perché adesso stiamo portando avanti questa battaglia per l’Acqua, perché cerchiamo di riportare alla democrazia ed alla politica la gestione della cosa pubblica, mentre di contro i Mercati ed i politici loro alleati allo stesso obiettivo specularmente puntano. Negare, impedire la riconquista della gestione pubblica ed avere così da ora in poi finalmente aperto il percorso del loro credo politico, governare per il profitto.
Se quindi non si raggiunge il ‘quorum’ si perde la gestione democratica dell’Acqua per sempre, e poi si perderanno tutti gli altri Servizi Pubblici con aumento indiscriminato delle tariffe e con l’avvio, a lungo perseguito dal Mercato anche in Italia, del neo-liberismo già imperante nel resto del mondo occidentale.
Questa è la semplice e terribile conclusione: ci stiamo avvicinando ad un appuntamento epocale, dopo il quale il nostro Paese si potrà avviare o verso il ripristino lento di una rinata democrazia gestionale o verso la perdita definitiva della democrazia nella cosa pubblica.
Non ci resta che andare tutti a votare [perché le proiezioni dànno vincente i SI in caso di raggiungimento di ‘quorum’] e portare assolutamente tutti al voto, combattendo contro le avversioni dei Mercati e dei Media.
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