lunedì 2 gennaio 2012

Lampedusa e dintorni

Lampedusa e dintorni
Nel giugno 1991, quando la guerra in Slovenia giunse a turbare le cancellerie diplomatiche dell'Europa occidentale che sosteevano la necessità di "un'Yugoslavia libera e democratica" un giornalista tedesco, Victor Meier, bollò l'atteggiamento dell'Europa come un "tale miscuglio... di giudizi sbagliati, di prigrizia mentale e di superficialità". L'Europa, ancora una volta, nella gestione di gravi crisi politiche dimostra tutta la sua inefficacia nel presentarsi come interlocutore serio lasciando agli Stati la difficoltà di assumere iniziative dettate più da un pragmatico cinismo che da un sostanziale idealismo. Il giudizio del giornalista tedesco può essere preso in prestito per qualificare il dilettantismo, il provincialismo, il qualunquismo di questo governo ostaggio di un Presidente del Consiglio, completamente assente a se stesso, di una Lega Nord che è incapace di esprimere un pensiero politico che racchiuda in sé un minimo di visione geopolitica e soprattutto di umana solidarietà che vada oltre l'esangue slogan Fora da i ball. Un governo immobile che piagnucola, minaccia di abbandonare l'Unione Europea dimostrando quanto sia scarsa la conoscenza del funzionamento delle istituzioni e del diritto dell'Unione da parte dei policymakers italiani, completamente travolti dalla crisi libica, dallo zelo interventista della Francia, del suo Presidente che per primo ha sdoganato Gheddafi trasformandolo da paria del Sistema Internazionale in un leader di una potenza regionale. Troppi interessi più o meno nascosti si concentrano nel Nord Africa, interessi confliggenti in termini di accaparramento di risorse energetiche, di investimenti, di spartizioni...Sarkozy è consapevole del fallimento dell'Unione per il Mediterraneo, sua creatura, di quanto sia fragile l'eredità culturale dell'impero coloniale francese e come essa stessa si riveli ingombrante all'atto dell'ingresso su suolo francese di migliaia di maghrebini; Berlusconi, non si sa se abbia maturato o meno la consapevolezza di quanto sia stata esiziale la gestione personalistica delle relazioni tra il nostro paese e l'UE, tra il nostro paese e i nostri vicini del Mediterraneo. Aldilà delle schermaglie diplomatiche e dello stesso intervento militare in Libia, nel quadro della Risoluzione Onu 1973/2011 che"esclude una forza di occupazione straniera di qualsiasi forma e su qualsiasi parte del territorio libico per proteggere i civili e le aree a popolazione civile minacciate di attacco nella Jamahiriya Araba di Libia, compresa Bengasi", assistiamo ad una mirabolante ipocrisia: si bombarda la Libia per proteggere i civili e si grida allo scandalo dell'invasione sul sacro suolo della Patria quando questi civili subito traformatisi in profughi, in immigrati sbarcano a Lampedusa, scappano dai Cie e tentano di raggiungere l'Europa , quella che vuole esportare la democrazia , la materia prima dell'umana convivenza, e che si rifiuta di vedere i prodotti finiti di questo scambio davvero ineguale...

Grazie a presto un bacio
Eleonora

       

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